Stacca la spina

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Nucleare

nucleareQuali sono le imprese italiane che investono nel nucleare? Una panoramica sugli investimenti a rischio per la sicurezza e l'ambiente. Il caso Mochovce in Slovacchia e gli ultimi sviluppi nel settore. Leggi tutto

Petrolio e Gas

petrolioNel Delta del Niger alcune organizzazioni vogliono che il petrolio rimanga nel sottosuolo. Lo sfruttamento di questa risorsa ha causato enormi danni ambientali. Leggi tutto

Tar Sands

tar sandsLe sabbie bituminose sono la nuova frontiera dell'estrazione. Ma dal Canada al Congo i costi per il territorio, la salute e la sopravvivenza delle comunità impattate sono elevatissimi. Leggi tutto

Dighe

digheDalla Patagonia al Congo, i progetti che rischiano di rovinare per sempre paradisi ecologici e di forzare intere popolazioni allo spostamento dalle proprie terre. Leggi tutto

Carbone

carboneLa risorsa energetica più inquinante del pianeta è anche quella più utilizzata. E le imprese italiane stanno progettando nuovi impianti a ridosso dei nostri confini. Leggi tutto

Cina, 28.000 fiumi in meno

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foto di Ryu, Cheol, CC-BY-SA-3.0, via Wikimedia CommonsI fiumi cinesi? In via d'estinzione come i panda. È questa la terribile verità emersa dal censimento sui corsi d'acqua dell'ex Impero di Mezzo, che attualmente sarebbero ben 28mila in meno rispetto a 20 anni fa, ovvero quando fu condotto il precedente studio da parte del ministero delle risorse idriche e dall'istituto nazionale di statistica.

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La diga nel paradiso islandese

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Foto di OddurBen licenza CC-BY-SA-3.0, via Wikimedia CommonsLe grandi dighe compaiono come funghi nei quattro angoli del Pianeta, è ormai un dato di fatto. Uno dei casi più controversi tra i progetti idroelettrici realizzati in questo primo scorcio di nuovo millennio è quello dello sbarramento di Kárahnjúkar su lago Lagarfljót, in Islanda.

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La Gazprom ha adocchiato il gas cipriota

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Secondo quanto ha rivelato la televisione cipriota Sigma TV,  Gazprom, il gigante monopolista statale russo del gas, avrebbe proposto alle autorità dell'isola un sostegno finanziario in cambio di licenze di prospezione nella zona economica esclusiva di Cipro.

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Un paio di scarpe per il carbone

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Civitavecchia, foto Massimo LupoQuesta mattinata, presso il Ministero dell’Ambiente, si è tenuto un presidio del Movimento No Coke Alto Lazio in concomitanza con la Conferenza dei Servizi per il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale della centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord.

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Fukushima, due anni dopo

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foto Digital Globe, licenza CC-BY-SA-3.0 A due anni dall'immane disastro di Fukushima, causato da un violentissimo terremoto e dal conseguente tsunami che ha colpito una grande parte delle coste orientali del Giappone, una miriade di problemi rimane irrisolta.

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Perché Stacca la Spina

In un mondo ideale sarebbe giunto finalmente il momento di staccare la spina ai progetti energetici che fanno male all’ambiente e alle popolazioni locali.

Quelli che continuano a sfruttare i combustibili fossili infischiandosene delle conseguenze nefaste che provocano da decenni.

Quelli che ci vogliono far credere che il carbone può essere “pulito”, creando un ossimoro all’ennesima potenza.

Oppure quelli che hanno intenzione di massacrare ettari ed ettari di territorio per cavarne fuori la sabbie bituminose, una versione molto più inquinante del petrolio e che ha già rovinato uno spicchio significativo di Canada.

E ancora quelli che ci vorrebbero far credere “sostenibili” e a difesa del clima, se non addirittura assimilabili alle fonti rinnovabili: la grandi dighe e il nucleare.

Il sito “stacca la spina” è nato tre anni fa proprio per monitorare e denunciare i pericoli collegati a questa ultima tipologia di progetto energetico, che sta per rivedere la luce tra mille dubbi e incertezze. In tanti dei progetti di cui si occupa il sito c’è un serio coinvolgimento di due tra le principali multinazionali italiane: l’Enel e l’Eni, entrambe per circa il 30 per cento ancora di proprietà dello Stato italiano. Compagnie che operano, e tanto, all’estero e che spesso sono state oggetto di controversie e contenziosi ancora aperti. “Stacca la spina” seguirà queste e molte altre storie, nella speranza che siano sempre di più le persone pronte a chiedere un modello energetico realmente sostenibile, al di là della vuota retorica sulla lotta ai cambiamenti climatici che ci propinano i governi del Nord del mondo e i principali attori privati. Ne va della sopravvivenza del nostro Pianeta.

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