La scorsa settimana migliaia di persone (forse fino a 20mila) hanno assediato un ufficio del governo a Heiman, una città della Cina meridionale, bloccando una strada per chiedere lo stop a un progetto per la costruzione di una centrale a carbone. La popolazione locale è molto preoccupata per l’aumento dell’inquinamento dell’aria che l’impianto comporterebbe. La polizia antisommossa ha usato gas lacrimogeni nel tentativo di disperdere i manifestanti.
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Cina, protesta contro una centrale a carbone
L'UNICREDIT ha le mani sporche di carbone
30 novembre 2011 - Un nuovo rapporto delle Ong rivela la portata del coinvolgimento della banca italiana nel business del combustibile fossile più inquinante.
L’Unicredit negli ultimi cinque anni ha erogato oltre cinque miliardi di euro di finanziamenti per il settore dell’estrazione del carbone, il combustibile fossile che ha un impatto maggiore in relazione ai cambiamenti climatici.
Mobilitazione europea contro il carbone
Dieci giorni di azioni contro il carbone e le banche che ne finanziano l’estrazione. È quello che dal 20 al 30 ottobre ha promosso l’European Coal Finance Campaign. Tra gli istituti di credito coinvolti anche l’italiana Unicredit, che sostiene finanziariamente la realizzazione dell’impianto TES 6 nei paraggi di Sostanj, in Slovenia.
Centrale di Medupi, stop dei lavori a causa della protesta degli operai
La multinazionale energetica sudafricana Eskom ha ieri ha ammesso che i lavori al cantiere per la realizzazione della centrale a carbone di Medupi sono stati sospesi a causa di una fortissima protesta da parte degli operai. Uno stato di agitazione è in atto già dalla fine della scorsa settimana presso un altro impianto della Eskom, quello di Kusile.
La Banca mondiale rinuncia al carbone? Non proprio...
Nella sua nuova strategia energetica la Banca mondiale sarebbe pronta a cancellare i finanziamenti a nuovi progetti per l’estrazione del carbone. All’apparenza è una notizia bomba, nonostante arrivi con quasi dieci anni di ritardo rispetto alle conclusioni dell’Extractive Industries Review, che richiedevano per l’appunto uno stop definitivo al carbone. Ma a leggere bene tra le righe si apprende che sono previste delle eccezioni per le richieste provenienti dai paesi in via di sviluppo, dove l’elettricità è ancora oggi a disposizione di pochi.
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