Alcuni residenti della località di Lephalale, nella regione sudafricana del Limpopo, stanno adendo alle vie legali per fermare la distruzione del fiume Mokolo che la Chobe Sand Mining sta portando avanti da alcune settimane a questa parte. La compagnia sta drenando la sabbia del letto del corso d’acqua, individuata come materiale per la costruzione della mega centrale a carbone di Medupi, che sta sorgendo nei paraggi anche grazie a un massiccio finanziamento della Banca mondiale (circa quattro miliardi di euro).
I ricorrenti affermano che le attività della Chobe Sand Mining stanno avendo impatti molto seri sull’ambiente. Le riserve d’acqua del fiume, da cui dipendono per irrigazione e consumo domestico almeno 200 famiglie e che si immette poi nel Limpopo, presentano evidenti tracce di inquinamento. La comunità di Lephalale si era già rivolta alla stessa Banca mondiale, al Parlamento sudafricano e alle varie autorità ambientali competenti, senza tuttavia avere alcun riscontro concreto.
La sabbia del Mokolo è di particolare pregio perché, come spiegano gli scienziati, agisce da vera e propria spugna. Conserva l’acqua nei periodi secchi, la filtra e la purifica, prevenendo così l’erosione.








