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Centrale di Medupi, stop dei lavori a causa della protesta degli operai

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La multinazionale energetica sudafricana Eskom ha ieri ha ammesso che i lavori al cantiere per la realizzazione della centrale a carbone di Medupi sono stati sospesi a causa di una fortissima protesta da parte degli operai. Uno stato di agitazione è in atto già dalla fine della scorsa settimana presso un altro impianto della Eskom, quello di Kusile. La portavoce dell’azienda ha fatto sapere che i lavori riprenderanno “appena saranno presenti le condizioni minime di sicurezza”. I media sudafricani hanno riportato notizie di veicoli dati alle fiamme dagli operai di Medupi, che protesterebbero contro la presenza di lavoratori stranieri in qualità di saldatori.

Nonostante le potenzialità dell’eolico su tutto il territorio sudafricane siano immense – e se sviluppate potrebbero coprire il 70 per cento del futuro fabbisogno nazionale – i piani della Eskom prevedono mastodontici investimenti proprio sul combustibile fossile più inquinante che esista, il carbone. Investimenti nell’ordine di 50 miliardi di dollari. Una parte di questa enorme cifra è stata già garantita dalla Banca mondiale, che ha prestato 3,75 miliardi per la realizzazione della centrale “a carbone pulito” di Medupi, nel Nord del Paese, la quale una volta ultimati i lavori sarà capace di produrre fino a 4.800 megawatt l’anno.

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