Stacca la spina

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Gli investimenti sporchi della Royal Bank of Scotland

E-mail Stampa PDF

co2Un rapporto indipendente dal titolo 'Towards a Royal Bank of Sustainability: protecting taxpayers' interests; cutting carbon risk' raccomanda alla Royal Bank of Scotland (RBS) di rendere noto agli investitori il livello di emissioni collegato ai progetti che ricevono finanziamenti dall’istituto di credito. Lo studio, presentato in occasione dell’assemblea degli azionisti della banca tenutosi oggi a Edimburgo, mette in discussione la forte propensione della RBS a sostenere l’estrazione di combustibili fossili, con tutte le conseguenze che ciò ha in relazione ai cambiamenti climatici. La Royal Bank of Scotland è inoltre una della banche che maggiormente ha beneficiato dei soldi dello Stato durante la recente crisi finanziaria, tanto che l’84 per cento delle azioni è ora in mano pubblica. Secondo Julian Parrott, dell’Ethical Futures, una società scozzese che fornisce consulenze nel campo degli investimenti etici, la banca non solo non è stata capace di assicurare un ritorno adeguato agli azionisti, perdendo il 90 per cento del suo valore negli ultimi cinque anni, ma ha anche ignorato gli effetti socio-ambientali a lungo termine dei suoi prestiti. Continuare su questa falsariga, come dimostra il recente interessamento della RBS al finanziamento di progetti per la lavorazione delle sabbie bituminose in Canada, non appare una prospettiva auspicabile, almeno secondo le numerose realtà della società civile britannica che da anni conducono campagne sulla banca.

You are here: Carbone Ultime notizie Gli investimenti sporchi della Royal Bank of Scotland