Fonte: Misna
Foreste di mangrovia, corsi d’acqua e campi coltivati sono stati contaminati negli ultimi giorni dalla fuoriuscita di petrolio da un oleodotto della società italiana Eni nella regione del Delta del Niger: lo denuncia Environmental Rights Action (Era), un’ong nigeriana impegnata per i diritti delle comunità e la difesa dell’ambiente.
Stacca la spina
Fuoriuscita di petrolio nel Delta del Niger, Eni sotto accusa
Cina, protesta contro una centrale a carbone
La scorsa settimana migliaia di persone (forse fino a 20mila) hanno assediato un ufficio del governo a Heiman, una città della Cina meridionale, bloccando una strada per chiedere lo stop a un progetto per la costruzione di una centrale a carbone. La popolazione locale è molto preoccupata per l’aumento dell’inquinamento dell’aria che l’impianto comporterebbe. La polizia antisommossa ha usato gas lacrimogeni nel tentativo di disperdere i manifestanti.
Nuovi pozzi di petrolio nel Yasunì
di Marina Forti - Il Manifesto
Ha fatto molto parlare di sé, e con ragione, il progetto del governo ecuadoriano di non estrarre petrolio nel Parco nazionale di Yasunì, uno dei luoghi di maggiore concentrazione di diversità biologica del pianeta, in piena regione amazzonica. E' un bellissimo progetto ecologico: lasciare il petrolio sottoterra e compensare il reddito non prodotto cedendo invece «certificati di garanzia» corrispondenti alle tonnellate di anidride carbonica che non andranno nell'atmosfera.
Amazzonia: le grandi opere minacciano foreste e sviluppo
Fonte: www.salvaleforeste.it
Deforestazione, degrado delle foreste, e il conseguente cambiamento climatico, stanno indebolendo la capacità di recupero dell'ecosistema forestale amazzonico. Questo a sua volta potrebbe portare alla perdita di stoccaggio del carbonio e cambiamenti nel regime delle precipitazioni e nella portata dei fiumi. L'allarme viene da uno studio pubblicato sulla rivista Nature.
Usa, il revival del nucleare
Le autorità federali statunitensi la scorsa settimana hanno autorizzato la costruzione di due nuovi reattori nucleari per la prima volta dal 1978, l’anno del celebre incidente di Three Mile Island. Il via libera ai reattori tre e quattro di Vogtle, una centrale situata in Georgia, è giunto nonostante l'opposizione del presidente della Commissione per il nucleare (Nuclear Regulatory Commission). “Non posso approvare questa autorizzazione come se il disastro di Fukushima non fosse mai accaduto” ha detto Gregory Jaczko, riferendosi a quanto accaduto lo scorso anno in Giappone.
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