di Elena Gerebizza
E' di qualche giorno la notizia diffusa dal Financial Times di un aumento del prezzo dell'energia dell'88% in Nigeria, dove per settimane da inizio anno centinaia di migliaia di persone avevano occupato le strade delle maggiori città per protestare contro l'aumento del prezzo di gasolio e benzina del 120 per cento. Due annunci che lascerebbero sotto shock qualsiasi paese, specie nel contesto dell'attuale crisi.
Stacca la spina
Le riforme del settore energetico implementate dalla Banca mondiale, un'ulteriore beffa per la popolazione nigeriana?
La montagna sacra tibetana si ribella contro la miniera
di Luca Manes
Il monte Kawagebo si erge al confine tra il Tibet e la provincia cinese dello Yunnan. Per i tibetani è sacro, tanto che da anni vietano agli alpinisti di scalarlo. Per l’Unesco la sua parte orientale rientra nella categoria dei World Heritage Site, i luoghi del nostro Pianeta da proteggere a tutti i costi. Presso la metà occidentale del Kawagebo, invece, ha inizio la pista vecchia ormai di oltre 800 anni che i tibetani affrontano per compiere il pellegrinaggio nelle località della loro montagna sacra. Nel febbraio del 2011, proprio a poche decine di metri dal percorso, nelle vicinanze del villaggio di Adin, una compagnia mineraria cinese ha iniziato le operazioni per la ricerca di filoni d’oro.
Il carbone di Unicredit
di Luca Manes
La Campagna “Unicredit fuori dal carbone”, di cui fa parte anche l’italiana CRBM, la settimana scorsa ha lanciato sul sito www.dilloaunicredit.org la petizione globale per chiedere al principale istituto di credito italiano di fermare i suoi investimenti e le sue relazioni finanziarie con l’industria dell’estrazione del carbone. Ovvero il combustibile fossile maggiormente responsabile per i cambiamenti climatici in atto, a causa dell’utilizzo che se ne fa nelle centrali per produrre energia elettrica.
Enel, all’assemblea i diritti dei popoli minacciati dalle dighe in America latina
di Luca Manes - 30 aprile 2012 - pubblicato su Il Fatto Quotidiano
Non ci sono solo le dighe in un angolo incontaminato della Patagonia cilena. L’Enel, in maniera diretta o tramite la sua controllata spagnola Endesa, è coinvolta in altri progetti di impianti idroelettrici in America Latina che da anni stanno suscitando le proteste delle popolazioni locali impattate dalla costruzione di queste grandi opere. È il caso della diga di El Quimbo, nella regione colombiana di Huila. Le comunità della zona sono convinte che la diga rappresenterà una catastrofe per l’economia locale.
Eni, grosso guaio in Kazakistan?
La procura di Milano ha chiesto di commissariare Agip Kco, la divisione operativa dell’Eni in Kazakistan, o in alternativa di proibirle di continuare a negoziare contratti nel Paese in un'inchiesta per una tangente da 20 milioni di dollari che, secondo l'accusa, avrebbe finanziato una parte dell'investimento nel giacimento di Kashagan.
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