Stacca la spina

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Diga di El Quimbo in Colombia, la partita è ancora aperta

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foto: http://comitatocarlosfonseca.noblogs.org/di Bruno Federico - dalla Colombia

Il progetto idroelettrico del Quimbo dell’impresa spagnola ENDESA – controllata dall’italiana ENEL – ha subito un intoppo di rilievo, visto che la deviazione del fiume Magdalena avverrà solamente il mese prossimo. Dopo anni di resistenza pacifica e legale, martedì 14 febbraio sono arrivati esercito e squadroni antisommossa a sgomberare circa 600 manifestanti accampati sulla sponda del fiume per impedire con la propria presenza fisica la sua deviazione, necessaria per prosciugare il tratto dove sorgerà il muro di contenimento.

I manifestanti hanno deciso di esercitare una forma di resistenza passiva, sedendosi sul bordo del corso d'acqua e prendendosi per mano, abbracciando così idealmente il Magdalena in un gesto di protezione e solidarietà. La non violenza di chi protestava si è scontrata con la ferocia dell’ESMAD (gli agenti antisommossa colombiani), che hanno colpito con manganelli, granate di stordimento e gas lacrimogeni. Il bilancio della giornata è stato di 3 feriti. Uno di loro, un ragazzo di 20 anni, ha perso un occhio.

È necessario ricordare che, inondando questa valle, non solo si colpisce un ecosistema delicato, ma verranno sfollate circa 2mila persone, e in totale 3mila perderanno la loro fonte di sopravvivenza economica, sia essa la pesca o l’agricoltura. Un danno che va anche oltre le sorti degli abitanti direttamente danneggiati, dal momento che costituisce la perdita di un'ingente quantità di produzione agricola, una forma di garanzia alimentare per tutto il paese.

Il giorno successivo allo sgombero i contadini e i pescatori, percorrendo sentieri nascosti per sfuggire ai posti di blocco con i quali si sta militarizzando l’intera regione, sono arrivati nuovamente alla riva del fiume. Dopo un primo violentissimo e rapido sgombero, nel quale è stata notata la presenza del capo della sicurezza dell’impresa tra gli agenti dell’ESMAD, le comunità sono tornate a occupare la spiaggia. La polizia si è quindi ritirata. In questo momento le comunità del Huila continuano la resistenza contro il progetto idroelettrico del Quimbo, stazionando in una spiaggia in prossimità del cantiere e impedendo così con la loro presenza la deviazione del fiume.
Questa settimana sono previste nuove manifestazioni di protesta. Il direttore di ENDESA ha dichiarato che la mancata deviazione del fiume nei tempi previsti potrebbe mettere a rischio l’intero progetto.

Nel frattempo il ministro dell’Interno, responsabile dell'impiego della forza pubblica contro le proteste, è stato chiamato in Parlamento per rispondere dell’accusa di conflitto di interesse, in quanto suo fratello è il direttore di CODENSA, una controllata di ENDESA.

 

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