LA DESCRIZIONE DEL PROGETTO
La centrale di Mochovce si trova nel Sud della Slovacchia, tra le cittadine di Nitra e Levice, a 100 chilometri da Bratislava e 150 da Vienna. Dispone di due reattori attivi, ciascuno da 470 megawatt, e di altri due in fase di costruzione (per un totale di altri 880 megawatt). I due reattori operativi sono basati su tecnologia di derivazione sovietica e allorché furono inaugurati, rispettivamente nel 1998 e nel 2000, causarono le proteste di numerosi gruppi ambientalisti e del governo di Vienna. I lavori per la realizzazione dei reattori numero 3 e 4 subirono un brusco stop nel 1991. Il processo di valutazione di impatto ambientale (VIA) e di consultazione delle parti interessate è iniziato all’inizio del 2009 ed è attualmente in fase di completamento.
LE COMPAGNIE COINVOLTE
Mentre la costruzione dei due reattori è affidata a un consorzio del quale fanno parte Skoda JS (Repubblica Ceca), OMZ (Russia) e Vuje (Slovacchia), l’operatore dell’impianto è la Slovenske Elektrarne (SE), la principale compagnie energetica slovacca. Nel 2006 il 66 per cento delle quote della SE è divenuto di proprietà dell’Enel. Proprio l’Enel ha contribuito in maniera decisiva alla ripresa dei lavori per il completamento di Mochovce.
GLI IMPATTI SOCIO-AMBIENTALI
La prima fase del progetto fu approvata dall’allora regime comunista nel 1986, senza che fosse condotto alcun tipo di approfondimento sui possibili impatti ambientali. Sebbene quel permesso iniziale sia ancora ritenuto valido dalle autorità locali, si è invece resa necessaria una VIA per i reattori 3 e 4. Alcuni lavori di costruzione hanno avuto luogo nonostante fosse ancora in corso il processo di consultazione, il tutto in palese violazione delle normative locali, europee e della Convenzione di Aarhus sull’accesso all’informazioni relative a questioni ambientali di particolare rilievo. Le Ong, con Greenpeace in prima fila, contestano anche le stesse dinamiche del processo di consultazione, ritenuto troppo evasivo e parziale. Vale poi la pena rammentare che i primi due reattori di Mochovce hanno a disposizione una struttura di doppio contenimento, mentre per il 3 e il 4 tale misura di sicurezza non è prevista, così come gli accorgimenti antisismici non sarebbero all’atezza.








