Stacca la spina

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Uranio e Dighe, una sciagura per il Gabon

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mappa del GabonUno studio indipendente appena reso pubblico della Ong gabonese Brainforest documenta le devastazioni inferte al territorio delle regioni sud-orientali del Paese africano dallo sfruttamento minerario per l’estrazione di uranio e manganese. Per agevolare le operazioni, il governo locale ha in programma la costruzione della diga di Grand Poubara, che così finirà per fornire parte della tanta energia elettrica necessaria per le attività del comparto. Brainforest teme che l’impianto idroelettrico possa causare ulteriori ingenti danni alle riserve ittiche, nonché inquinamento della falda acquifera e del suolo. Coinvolta nello sfruttamento delle ingenti riserve di uranio è la compagnia francese Areva, la stessa che si dovrebbe “occupare” del nucleare italiano. Nei primi 15 anni di lavori nelle miniere, i residui radioattivi venivano dispersi direttamente nelle acque del fiume sul quale dovrebbe sorgere lo sbarramento, causando un’infinità di problematiche agli abitanti dei villaggi della zona. Sul Poubara sono già presenti due dighe di dimensioni ridotte, solo 38 megawatt di potenza complessiva, a fronte dei 160 che saranno forniti dalla nuova opera, dal costo di circa 400 milioni di dollari e che probabilmente sarà realizzata dalla cinese SinoHydro.

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