Oltre 100 organizzazioni non governative e associazioni di tutto il mondo ieri hanno fatto recapitare una lettera aperta al presidente francese Nicolas Sarkozy per chiedere che la Francia non sostenga dal punto di vista finanziario il controverso progetto di centrale nucleare di Jaitapur, in India. Un’opera che, se realizzata, rappresenterebbe un enorme rischio per il Paese asiatico, ma anche per il resto del Pianeta.
Jaitapur, infatti, si trova nei pressi di una faglia sismica molto attiva. Per Sophia Majnoni, di Greenpeace Francia, “non è pensabile ricorrere a una scelta così arcaica come il nucleare con un disastro come Fukushima ancora in atto”.
A Jaitapur La transalpina Areva, garantita dall’agenzia di credito all’export di Parigi, ha in programma la costruzione di ben due reattori, nonostante l’eventualità di scosse di terremoto sia molto elevata e i numerosi problemi di sicurezza che le autorità indiane non avrebbero ancora risolto.
Come se non bastasse, la popolazione locale è compatta contro il progetto, tanto da aver organizzato negli ultimi mesi una serie di manifestazioni di protesta.








