Segnali di una possibile fissione nucleare sono stati rilevati nel reattore due della centrale giapponese di Fukushima: i tecnici del gestore dell'impianto, la Tepco, hanno iniziato a iniettare acido borico per evitare una possibile reazione a catena. Lo ha reso noto la scorsa settimana l'agenzia di stampa giapponese Kyodo, che riporta una annuncio fatto dalla Tepco, la società che gestisce l'impianto nucleare.
La società ha effettuato prelievi di gas all'interno del reattore e il risultato non è stato confortante: è stata riscontrata la possibile presenza di xenon radioattivo. Questo gas si sprigiona proprio in presenza di una fissione nucleare. Tuttavia la situazione potrebbe essere ancora sotto controllo, considerato che non è stata rilevata alcuna variazione di temperatura, pressione o livelli di radiazioni all'interno dell'impianto, colpito dallo tsunami successivo al terremoto dello scorso 11 marzo.
In ogni caso, nonostante questi segnali rassicuranti, si ritiene che il nucleo sia parzialmente fuso. La Tepco, in attesa di ulteriori accertamenti e verifiche per capire i caratteri del fenomeno, ha precisato che le misure per l'arresto a freddo procederanno secondo i piani stabiliti. Il reattore n.2 era ormai considerato vicino alla messa in sicurezza con la temperatura nella parte inferiore del suo involucro scesa ampiamente sotto i 100 gradi.








