di Marina Forti - Il Manifesto
Ha fatto molto parlare di sé, e con ragione, il progetto del governo ecuadoriano di non estrarre petrolio nel Parco nazionale di Yasunì, uno dei luoghi di maggiore concentrazione di diversità biologica del pianeta, in piena regione amazzonica. E' un bellissimo progetto ecologico: lasciare il petrolio sottoterra e compensare il reddito non prodotto cedendo invece «certificati di garanzia» corrispondenti alle tonnellate di anidride carbonica che non andranno nell'atmosfera.
Ultime notizie
Nuovi pozzi di petrolio nel Yasunì
Altro incidente al largo delle coste nigeriane
Ormai in Nigeria gli incidenti legati agli impianti per l’estrazione del petrolio non si contano più (vedi in proposito http://www.staccalaspina.org/index.php/petrolio-e-gas/ultime-notizie/309-la-marea-nera-nei-pressi-delle-coste-nigeriane). L’ultimo in ordine temporale si è verificato lunedì notte a sei miglia dalle coste nigeriane, quando una piattaforma è stata improvvisamente avvolta da fiamme alte decine di metri a causa di un incidente che, stando alle prime informazioni disponibili e riportate dalla Ong inglese Platform, nelle dinamiche ricorderebbe molto da vicino quella tristemente famosa della Deepwater Horizon.
La BP pronta a devastare l'Artico? L'azione di protesta alla Tate Gallery
Sabato scorso il collettivo di artisti “Liberate Tate” ha eseguito una performance di grandissimo impatto emotivo e visivo nella sala principale della Tate Galley, a Londra. Per denunciare il coinvolgimento della compagnia petrolifera britannica BP, tra i principali sponsor della Tate, nel business estrattivo nel Mar Artico, quattro persone velate di nero hanno tra trasportato 55 chilogrammi di ghiaccio dalla sede di Occupy London nei pressi della cattedrale di St Paul fino all’ingresso del museo. Le quattro persone sono rimaste per un quarto d’ora in silenzio assoluto accanto al ghiaccio che si scioglieva, donato da un ricercatore e proveniente dalla regione artica.
Nigeria: carobenzina, migliaia di sfollati dopo le violenze nel sud
Fonte: Misna. Hanno causato almeno cinque vittime e circa 10.000 sfollati le violenze avvenute a margine dei cortei contro il carobenzina nella città meridionale di Benin City: lo dicono alla MISNA i responsabili locali della Croce Rossa nigeriana, sottolineando le difficoltà degli interventi di assistenza. “Stiamo cercando – dice Dan Enowoghomwenwa, segretario della Croce Rossa nello Stato di Edo – di garantire riparo e razioni alimentari a 10.000 persone: per ora restano accampate all’interno di alcune caserme”.
La marea nera nei pressi delle coste nigeriane
La Shell l’ha definita la peggior perdita di petrolio in un decennio. L’incidente si è verificato ieri a 75 miglia dalla costa nel corso del trasferimento di enormi quantità di greggio da un piattaforma offshore a una petroliera. Per stessa ammissione della compagnia anglo-olandese – famosa in passato per aver negato o minimizzato incidenti di entità simile – solo nella giornata di mercoledì sarebbero stati oltre 40mila i barili di petrolio finiti in mare.
Altri articoli...
Pagina 1 di 17









