Stacca la spina

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Quando il petrolio fa male all'economia, il caso Angola

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Fonte: Misna. La crisi internazionale e la parallela riduzione dei prezzi petroliferi hanno determinato un brusco rallentamento della crescita dell’Angola, uno dei primi esportatori di greggio d’Africa: lo ha detto il ministro dell’Economia Abraão Pio Gourgel, sottolineando la necessità di “diversificare” l’apparato produttivo.

Secondo il ministro, dopo il +17% del 2008 la crescita del Prodotto interno lordo (Pil) è crollata a un livello compreso tra il 2 e il 3% annuo. A pesare negativamente, ha sottolineato Gourgel, è stata la dipendenza accentuata dal greggio: l’oro nero vale tra il 45 e il 50% del Pil, i tre quarti delle entrate dello Stato e il 98% delle esportazioni.

Secondo alcuni missionari che vivono a Luanda, le difficoltà dell’economia rischiano di penalizzare ulteriormente investimenti e progetti di respiro sociale. “Sul lungomare del centro storico si costruiscono viali, parcheggi e perfino un auditorium – dice alla MISNA padre Luigi Frattin, in Angola con la Società missioni africane (Sma) – mentre le periferie restano senza scuole e ospedali”.

 

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