Stacca la spina

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La marea nera nei pressi delle coste nigeriane

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La Shell l’ha definita la peggior perdita di petrolio in un decennio. L’incidente si è verificato ieri a 75 miglia dalla costa nel corso del trasferimento di enormi quantità di greggio da un piattaforma offshore a una petroliera. Per stessa ammissione della compagnia anglo-olandese – famosa in passato per aver negato o minimizzato incidenti di entità simile – solo nella giornata di mercoledì sarebbero stati oltre 40mila i barili di petrolio finiti in mare. La Shell ha fatto sapere di aver iniziato le procedure d’emergenza previste in questi casi, mentre, secondo quanto riporta il sito web del quotidiano britannico Guardian, lo sversamento interesserebbe un’area dell’estensione di 70 chilometri.

Le conseguenze dell’incidente sono destinate a peggiorare una situazione già molto compromessa in tutta la vasta area del delta del fiume Niger. Val la pena rammentare che lo scorso agosto uno studio delle Nazioni Unite sui soli danni provocati dalle operazioni della Shell (non quindi quelli causati dalle altre corporation attive nell’area, tra cui l’italiana Eni) ha quantificato in 25-30 anni il tempo necessario per la bonifica del territorio.

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