Sabato scorso il collettivo di artisti “Liberate Tate” ha eseguito una performance di grandissimo impatto emotivo e visivo nella sala principale della Tate Galley, a Londra. Per denunciare il coinvolgimento della compagnia petrolifera britannica BP, tra i principali sponsor della Tate, nel business estrattivo nel Mar Artico, quattro persone velate di nero hanno tra trasportato 55 chilogrammi di ghiaccio dalla sede di Occupy London nei pressi della cattedrale di St Paul fino all’ingresso del museo. Le quattro persone sono rimaste per un quarto d’ora in silenzio assoluto accanto al ghiaccio che si scioglieva, donato da un ricercatore e proveniente dalla regione artica.
Secondo Terri Gosnell, uno degli esponenti di Liberate Tate che ha partecipato all’azione, “il ghiaccio dell’artico si sta sciogliendo a un ritmo incalzante a causa dei cambiamenti climatici causati dall’attività di aziende come la BP. La stessa BP, per ironia della sorte, sta approfittando di questa situazione per perforare superfici finora inaccessibili. Nonostante ciò, la Tate continua a sostenere che non ci siano problemi a ricevere soldi da una oil corporation”.
La La BP ha intenzione di pompare altro petrolio dalle profondità del Mar Glaciale Artico, qualora riuscisse a ricevere tutti i permessi necessari dal governo statunitense – che ha già concesso un primo via libera parziale.
Per scaricare il video dell’azione: http://vimeo.com/35078978








