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Chevron, il Brasile fa sul serio

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Trenta giorni di tempo per sospendere tutte le attività di estrazione e trasporto di petrolio in Brasile. È questo l’ultimatum rivolto dal Tribunale regionale federale dello Stato di Rio de Janeiro ai colossi Chevron e Transocean in seguito allo sversamento di greggio avvenuto nel novembre scorso in un giacimento in acque profonde al largo delle coste regionali. Se le due aziende non rispetteranno la scadenza si vedranno comminare una multa di ben 250 milioni di dollari al giorno. Chevron ha già annunciato ricorso, mentre Transocean non si è ancora pronunciata.

Chevron, che aveva congelato la produzione a marzo, dopo una nuova fuga di greggio a pochi km dalla prima sempre nel pozzo di Frade, si apprestava a riprenderla. Il tribunale, tuttavia, “ha compreso la necessità di sospendere le attività delle due aziende che non hanno collaborato, come avrebbero dovuto, nell’applicare la loro tecnologia per evitare o ridurre i gravi danni provocati dall’incidente” ha detto il pm Celso de Albuquerque Silva.

Per lo sversamento di circa 3700 barili di greggio nell’Atlantico, Chevron si è vista infliggere una multa di 24,7 milioni di dollari dall’Istituto brasiliano dell’ambiente e delle risorse naturali rinnovabili (Ibama). Un’altra multa, dello stesso valore, è stata annunciata nei giorni scorsi dall’Agenzia nazionale del petrolio del Brasile (Anp).

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