“Un passo importante sulla via dell’indipendenza petrolifera”: il quotidiano “This Day” definisce in questi termini l’accordo miliardario tra la società statale “Nigerian National Petroleum Corporation” (Nnpc) e una grande impresa cinese per la costruzione di tre raffinerie e di un impianto petrolchimico. La firma del memorandum d’intesa è stata annunciata la settimana scorsa ad Abuja durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i dirigenti sia della Nnpc che della “China State Construction Engineering Corporation Limited” (Cscec).
L’accordo vale quasi 23 miliardi di euro ed è finanziato all’80 per cento dalla società cinese. Le raffinerie sorgeranno negli stati meridionali di Lagos e Bayelsa e in quello centrale di Kogi, mentre il sito dell’impianto petrolchimico non è stato ancora localizzato. Secondo i dirigenti della Nnpc, le raffinerie lavoreranno 750.000 barili al giorno e consentiranno di ridurre in modo drastico le importazioni di prodotti petroliferi raffinati, stimate a oggi in circa otto miliardi di euro l’anno. Una spesa, questa, che ha del paradossale, considerato che la Nigeria è l’ottavo produttore al mondo di greggio.








