In un bell’articolo pubblicato domenica scorsa dal giornale britannico “The Observer”, l’esperto di questioni ambientali John Vidal prova a fare un raffronto tra il disastro della Deepwater Horizon nel Golfo del Messico e i continui sversamenti di petrolio che da anni rappresentano una vera e propria iattura per la Nigeria. In particolare per la regione più ricca di petrolio, quella del Delta del Niger, dove Vidal è stato alcuni anni fa e ha potuto così constatare di persona quali siano gli effetti nefasti dell’estrazione “poco responsabile” dell’oro nero.
Una sciagura che ogni 12 mesi supera in termini di petrolio rilasciato in acqua o sul terreno quanto accaduto poco più di un mese fa in Louisiana, stando a quanto indicano in un rapporto il WWF e la World Conservation Union. Le due organizzazioni, sebbene in presenza di un’assoluta carenza di dati fornita dalla corporation, stimano in 1,5 milioni di tonnellate il totale del petrolio fuoriuscito. Peccato che delle sventure nigeriane non sia dia il dovuto risalto sui media internazionali. Non più tardi di un mese fa, per esempio, uno squarcio in un oleodotto della ExxonMobil nello Stato di Akwa Ibom ha causato lo sversamento di un milione di galloni di greggio. Ci sono voluti ben sette giorni prima che il danno fosse riparato. Alle proteste della popolazione locale le guardie di sicurezza hanno risposto con atti di violenza, mentre non si sa se le richieste di un miliardo di dollari di risarcimenti saranno mai prese in considerazione. Le pipeline, denunciano le comunità del Delta del Niger, sono spesso arrugginite da 3-4 decenni di impiego. Al momento in Nigeria sono attivi oltre 600 giacimenti, tanto che il 40 per cento delle importazioni di greggio degli Stati Uniti proviene dal Paese africano. Le aspettative di vita nel Delta sono ormai al di sotto dei 40 anni, mentre metà della popolazione non ha accesso a risorse idriche non inquinate, anche perché la compagnie petrolifere non si premurano di limitare gli effetti nocivi delle loro attività. Le società occidentali si difendono dalle accuse sostenendo che la colpa è di coloro che “bucano” gli oleodotti per rubare l’oro nero. In ogni caso è difficile negare che quanto fatto, seppur in maniera non molto efficace, dalla BP in Louisiana per porre un argine alla tragedia del Deepwater Horizon, in Nigeria non sarebbe mai accaduto.








