di Luca Manes
Barack Obama ha finalmente preso un provvedimento sul controverso progetto per la realizzazione dell’oleodotto Keystone XL. La gigantesca pipeline, lunga 3.500 chilometri, non si farà, almeno per il momento. La TransCanada, l’impresa costruttrice, potrà tuttavia richiedere di nuovo i permessi nei prossimi mesi. Il Keystone XL, quindi, sembra destinato a diventare un tema caldo dell’imminente campagna elettorale per le presidenziali.
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Obama dice no al Keystone XL pipeline. Per il momento
La lobby delle sabbie bituminose canadesi al contrattacco
Si chiama ethicaloil.org il sito web che prova a smacchiare le abbondanti chiazze che lo sfruttamento delle sabbie bituminose spande sulle autorità canadesi e sulle compagnie coinvolte nell'estrazione della controversa risorsa dal sottosuolo dell'Alberta.
L'UE pone un freno alle sabbie bituminose
La Commissione europea ha manifestato l’intenzione di prendere misure per evitare che il petrolio derivante dallo sfruttamento delle sabbie bituminose entri nel mercato europeo. L’organismo comunitario ha infatti annunciato che nella Direttiva sulla qualità dei carburanti assegnerà valori più elevati sulle emissioni di carbonio al greggio prodotto con le tar sands rispetto ad altre fonti di derivanti da combustibili fossili.
Friends of the Earth Europe ha così commentato: “La Commissione UE ha inviato un chiaro messaggio ai canadesi e agli Stati Uniti che l'Europa non vuole i combustibili fossili più inquinanti. Si tratta di un passo coraggioso verso la protezione del clima ed è a dispetto delle iniziative di lobbying senza precedenti da parte del governo canadese e dell'industria petrolifera. Speriamo che questa decisione mostri l'inizio della fine della spinta verso lo sviluppo dei combustibili fossili non convenzionali”.
Sabbie bituminose, decine di arresti alla manifestazione di Washington
Quello appena trascorso a Washington è stato un fine settimana di proteste contro la Keystone XL pipeline, che per un costo di sette miliardi di dollari dalla regione canadese dell’Alberta trasporterà il greggio ricavato dall’estrazione delle sabbie bituminose fin negli Stati Uniti. Per dire no alla realizzazione dell’enorme serpentone, lungo più di 2mila chilometri, si erano dati appuntamento numerosi gruppi della società civile americana e i nativi canadesi che da anni si battono contro lo scempio del loro territorio.
Lush contro le sabbie bituminose
Fonte: Lush Italia. Un mondo agonizzante, soffocato dal petrolio. È ciò che Lush ha inteso rappresentare cospargendo di melassa una persona vestita di un candido colore bianco, a simboleggiare il paesaggio incontaminato e martoriato a causa dell’estrazione del petrolio dalle Tar Sands (sabbie bituminose). Come sfondo una bandiera canadese poiché lo scempio delle Tar Sands avviene in Alberta, ma presto potrebbe riguardare più da vicino anche l’ Europa.
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