Il governo canadese guidato dal premier Stephen Harper ha deciso di impiegare la linea dura per contrastare tutti gli oppositori delle attività di estrazione e sfruttamento delle sabbie bituminose. I cosiddetti “ambientalisti radicali” – sia in quanto gruppi che in quanto singoli – sono visti ormai come una minaccia molto seria, tanto da essere “contemplati” dichiaratamente nella nuova strategia anti-terrorismo dell’esecutivo.
Non sono mancate la reazioni negative al provvedimento, reso pubblico dal ministro degli Interni Vic Toews. “Questo è l’ennesimo tentativo di marginalizzare il movimento ambientalista e di mettere a tacere la sua voce” ha dichiarato il direttore esecutivo del Sierra Club Canada John Bennett. Anche alcuni membri del Parlamento, tra cui la deputata Megan Leslie, hanno preso posizione con forza a difesa dei gruppi anti tar sands. “Trovo assurdo collocare sullo stesso piano ambientalisti e gruppi razzisti, come di fatto fa il governo con la sua nuova strategia anti-terrorismo” ha denunciato la Leslie.
Nel frattempo le organizzazioni dei nativi, che nella regione dell’Alberta stanno vivendo sulla loro pelle le conseguenze dello sfruttamento delle sabbie bituminose, evidenziano come tali provvedimenti non facciano che esacerbare una situazione già altamente critica.








