di Luca Manes (Delegazione Patagonia senza dighe)
La seconda giornata in Patagonia si apre con la splendida vista di decine di guanachi dalle finestre del luogo che ci ha ospitato per la notte. Ben riposati, riaffrontiamo le asperità della Carrettera Austral. La prima tappa, dopo una trentina di minuti di tragitto al lato del fiume Baker, è la cittadina di Cochrane. Il sindaco locale, con cui era in programma un incontro, non sembra aver molta voglia di parlare con i rappresentanti della campagna cilena e con la nostra delegazione e non ci accoglie nel suo ufficio...
Viaggio in Patagonia 2 - Gli incontri con le comunità lungo il fiume Baker
Viaggio in Patagonia 1 – L'arrivo
dalla Patagonia - Luca Manes
Infiacchiti dalle oltre 15 ore di volo complessivo e in pieno effetto jet lag, al nostro arrivo a Santiago del Cile veniamo subito accolti da una notizia che riguarda molto da vicino il progetto delle cinque dighe sui fiumi Baker e Pascua, in Patagonia. Il ministro dell’Energia del governo Pinera, infatti, si è ufficialmente pronunciato a favore dell’opera, definita “indispensabile” per il Paese. “È una circostanza quanto meno singolare che all’arrivo della delegazione della campagna italiana ‘Patagonia senza dighe’ ci sia stata questa dichiarazione”, ci spiega Juan Pablo Orrego mostrandoci i giornali che riportano in prima pagina questo importante sviluppo.
Una critica e l’Enel toglie la pubblicità
da Il Fatto Quotidiano. Articolo di Giorgio Meletti:
L’Enel non acquisterà più spazi pubblicitari sul Fatto Quotidiano. È la ritorsione per un articolo sgradito. Ce lo ha fatto sapere per iscritto l’Ufficio Stampa dell’Ente. Ne prendiamo atto. Grazie a vendite e abbonamenti, non dipendiamo dalla benevolenza dei signori della pubblicità. Non scriviamo sotto dettatura.
Uno sciopero della fame contro la Banca mondiale
Quello appena iniziato non è il primo sciopero della fame che gli attivisti del Sindhu Bachao Tarla inscenano per chiedere la costituzione di una commissione indipendente che conduca un’indagine seria e rigorose sugli impatti del Taunsa Barrage Emergency Rehabilitation and Modernization Project (TBERM) sull’Indo, finanziato dalla Banca mondiale. Questa volta si sono dati appuntamento proprio davanti agli uffici dell’istituzione multilaterale a Islamabad, la capitale del Pakistan.
Repubblica del Congo: più petrolio vuol dire più poverta?
Fonte: Misna. Traducono un aumento dell’attività petrolifera le ultime previsioni del ministero delle Finanze di Brazzaville, che per la fine del 2010 anticipa una produzione di circa 300.000 barili al giorno e per il 2011 una produzione globale di 127 milioni di barili. “La produzione di petrolio aumenta, ma nella vita quotidiana delle persone, non se ne vedono i risultati.
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