Domani si apre la terza edizione di “Rivers for Life”, un vero e proprio raduno globale di rappresentanti delle comunità impattate dalle grandi dighe. Quest’anno il meeting si terrà in Messico, per la precisione nel piccolo villaggio di Temacapulín. Sono attesi almeno 300 delegati da oltre 60 Paesi. La località non è stata scelta in maniera casuale, in quanto Temacapulín – uno dei più antichi insediamenti del Messico – sorge nei pressi del Rio Verde e proprio sul fiume si sta progettando la costruzione di un mega impianto idroelettrico denominato Zapotillo. Qualora i lavori dovessero essere completati, il villaggio verrebbe completamente sommerso.
Rivers for life, per i fiumi e contro le grandi dighe
Individuati i siti di stoccaggio delle scorie nucleari
Fonte: Gaianews. La Sogin (la società incaricata della messa in sicurezza dei futuri impianti nucleari italiani) ha presentato, dopo un anno di analisi, la lista delle 52 aree destinabili allo stoccaggio delle scorie provenienti dalla centrali termonucleari che saranno realizzate nel nostro paese. Tale lista è tuttora segreta, ma alcune indiscrezioni sono state pubblicate da alcuni quotidiani nazionali; le località rivelate si troverebbero genericamente nelle colline emiliane, in alcune zone della provincia di Piacenza, nel Monferrato, tra Puglia e Basilicata, nella provincia di Viterbo e nella Maremma.
Dove nascondere le scorie nucleari? Un problema non solo tedesco…
Il problema dei siti di stoccaggio delle scorie nucleari si trascina per diversi Paesi, tra i quali anche il nostro, ormai da diversi anni. Emblematico il recente caso della miniera dismessa nei pressi della cittadina di Gorbelen, in Germania. Nato nel 1983 come sito temporaneo, ora si sta valutando in maniera molto concreta l’ipotesi di rendere il deposito permanente. La revisione della pratica sembra stia per essere affidata a compagnie private, che dovrebbero poi gestire il sito.
Due milioni di sfollati per colpa delle dighe
Le piogge torrenziali che hanno investito il nord della Nigeria sarebbero la causa del cedimento di due dighe nello Stato del Jigawa. Un incidente che ha comportato lo sfollamento di ben due milioni di persone, che hanno già lasciato le loro case e i loro villaggi, almeno a quanto riferiscono alcuni responsabili dell’amministrazione locale. Secondo Aminu Mohammed, commissario all’Informazione dello Stato di Jigawa, alcune persone hanno trovato riparo in edifici scolastici, magazzini o strutture governative.
La diga di Bui e le raccomandazioni della World Commission on Dams
In Ghana la diga di Bui, attualmente in costruzione nel sud del Paese, è oggetto da anni di critiche e proteste. Una volta ultimata, provocherà la sommersione di almeno un quarto dell’omonimo parco nazionale, metterà a rischio alcune rare specie animali – tra cui quella dell’ippopotamo nero – e provocherà lo sfollamento di quasi tremila persone. Sarà il terzo impianto idroelettrico della zona e produrrà fino a 400 megawatt di energia.
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