Stacca la spina

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Nucleare

nucleareQuali sono le imprese italiane che investono nel nucleare? Una panoramica sugli investimenti a rischio per la sicurezza e l'ambiente. Il caso Mochovce in Slovacchia e gli ultimi sviluppi nel settore. Leggi tutto

Petrolio e Gas

petrolioNel Delta del Niger alcune organizzazioni vogliono che il petrolio rimanga nel sottosuolo. Lo sfruttamento di questa risorsa ha causato enormi danni ambientali. Leggi tutto

Tar Sands

tar sandsLe sabbie bituminose sono la nuova frontiera dell'estrazione. Ma dal Canada al Congo i costi per il territorio, la salute e la sopravvivenza delle comunità impattate sono elevatissimi. Leggi tutto

Dighe

digheDalla Patagonia al Congo, i progetti che rischiano di rovinare per sempre paradisi ecologici e di forzare intere popolazioni allo spostamento dalle proprie terre. Leggi tutto

Carbone

carboneLa risorsa energetica più inquinante del pianeta è anche quella più utilizzata. E le imprese italiane stanno progettando nuovi impianti a ridosso dei nostri confini. Leggi tutto

Rivers for life, per i fiumi e contro le grandi dighe

E-mail Stampa PDF

Temacapulin - foto International RiversDomani si apre la terza edizione di “Rivers for Life”, un vero e proprio raduno globale di rappresentanti delle comunità impattate dalle grandi dighe. Quest’anno il meeting si terrà in Messico, per la precisione nel piccolo villaggio di Temacapulín. Sono attesi almeno 300 delegati da oltre 60 Paesi. La località non è stata scelta in maniera casuale, in quanto Temacapulín – uno dei più antichi insediamenti del Messico – sorge nei pressi del Rio Verde e proprio sul fiume si sta progettando la costruzione di un mega impianto idroelettrico denominato Zapotillo. Qualora i lavori dovessero essere completati, il villaggio verrebbe completamente sommerso.

Leggi tutto...

Individuati i siti di stoccaggio delle scorie nucleari

E-mail Stampa PDF

scorieFonte: Gaianews. La Sogin (la società incaricata della messa in sicurezza dei futuri impianti nucleari italiani) ha presentato, dopo un anno di analisi,  la  lista delle 52 aree destinabili allo stoccaggio delle scorie provenienti dalla centrali termonucleari che saranno realizzate nel nostro paese. Tale lista è tuttora segreta, ma alcune indiscrezioni sono state pubblicate da alcuni quotidiani nazionali; le località rivelate si troverebbero genericamente nelle colline emiliane, in alcune zone della provincia di Piacenza, nel Monferrato, tra Puglia e Basilicata, nella provincia di Viterbo e nella Maremma.

Leggi tutto...

Dove nascondere le scorie nucleari? Un problema non solo tedesco…

E-mail Stampa PDF

Foto Andreas Conradt/PubliXviewinGIl problema dei siti di stoccaggio delle scorie nucleari si trascina per diversi Paesi, tra i quali anche il nostro, ormai da diversi anni. Emblematico il recente caso della miniera dismessa nei pressi della cittadina di Gorbelen, in Germania. Nato nel 1983 come sito temporaneo, ora si sta valutando in maniera molto concreta l’ipotesi di rendere il deposito permanente. La revisione della pratica sembra stia per essere affidata a compagnie private, che dovrebbero poi gestire il sito.

Leggi tutto...

Due milioni di sfollati per colpa delle dighe

E-mail Stampa PDF

sfollati©riproduzione riservataLe piogge torrenziali che hanno investito il nord della Nigeria sarebbero la causa del cedimento di due dighe nello Stato del Jigawa. Un incidente che ha comportato lo sfollamento di ben due milioni di persone, che hanno già lasciato le loro case e i loro villaggi, almeno a quanto riferiscono alcuni responsabili dell’amministrazione locale. Secondo Aminu Mohammed, commissario all’Informazione dello Stato di Jigawa, alcune persone hanno trovato riparo in edifici scolastici, magazzini o strutture governative.

Leggi tutto...

La diga di Bui e le raccomandazioni della World Commission on Dams

E-mail Stampa PDF

ghana mapIn Ghana la diga di Bui, attualmente in costruzione nel sud del Paese, è oggetto da anni di critiche e proteste. Una volta ultimata, provocherà la sommersione di almeno un quarto dell’omonimo parco nazionale, metterà a rischio alcune rare specie animali – tra cui quella dell’ippopotamo nero – e provocherà lo sfollamento di quasi tremila persone. Sarà il terzo impianto idroelettrico della zona e produrrà fino a 400 megawatt di energia.

Leggi tutto...

Pagina 68 di 83

Perché Stacca la Spina

In un mondo ideale sarebbe giunto finalmente il momento di staccare la spina ai progetti energetici che fanno male all’ambiente e alle popolazioni locali.

Quelli che continuano a sfruttare i combustibili fossili infischiandosene delle conseguenze nefaste che provocano da decenni.

Quelli che ci vogliono far credere che il carbone può essere “pulito”, creando un ossimoro all’ennesima potenza.

Oppure quelli che hanno intenzione di massacrare ettari ed ettari di territorio per cavarne fuori la sabbie bituminose, una versione molto più inquinante del petrolio e che ha già rovinato uno spicchio significativo di Canada.

E ancora quelli che ci vorrebbero far credere “sostenibili” e a difesa del clima, se non addirittura assimilabili alle fonti rinnovabili: la grandi dighe e il nucleare.

Il sito “stacca la spina” è nato tre anni fa proprio per monitorare e denunciare i pericoli collegati a questa ultima tipologia di progetto energetico, che sta per rivedere la luce tra mille dubbi e incertezze. In tanti dei progetti di cui si occupa il sito c’è un serio coinvolgimento di due tra le principali multinazionali italiane: l’Enel e l’Eni, entrambe per circa il 30 per cento ancora di proprietà dello Stato italiano. Compagnie che operano, e tanto, all’estero e che spesso sono state oggetto di controversie e contenziosi ancora aperti. “Stacca la spina” seguirà queste e molte altre storie, nella speranza che siano sempre di più le persone pronte a chiedere un modello energetico realmente sostenibile, al di là della vuota retorica sulla lotta ai cambiamenti climatici che ci propinano i governi del Nord del mondo e i principali attori privati. Ne va della sopravvivenza del nostro Pianeta.

You are here: Home