A due anni dall'immane disastro di Fukushima, causato da un violentissimo terremoto e dal conseguente tsunami che ha colpito una grande parte delle coste orientali del Giappone, una miriade di problemi rimane irrisolta.
Fukushima, due anni dopo
L'unità ombra segreta per salvare i “liquidatori” di Fukushima Daiichi
Fonte: www.greenreport.it
Il giornale giapponese The Asahi Shimbun ha pubblicato il 4 e 6 marzo le prime due parti dell'inchiesta Prometheus Trap/"Shadow units" che si occupa delle missioni segrete assegnate alle "unità ombra" del Ground Self-Defense Force ( Sdf - le forze armate giapponesi) dopo il terremoto/tsunami dell'11 marzo 2011 e nel pieno della catastrofe nucleare di Fukushima Daiichi.
Diga di Ilisu in Kurdistan, i lavori non si fermano
di Luca Manes
L'obiettivo del governo di Ankara è molto chiaro e ben definito: completare la mastodontica diga di Ilisu (alta 141 metri), nel cuore del Kurdistan turco, entro la prima metà del 2014. Ovvero esattamente a cinque anni dal ritiro dei finanziatori europei – in particolare le agenzie di credito all'esportazione di Austria, Germania e Svizzera – a causa dei tanti problemi di natura socio-ambientale legati al progetto, già in precedenza messo in naftalina per le stesse criticità al principio del nuovo millennio.
L’Enel vuole spegnere i Maya
di Luca Manes - Pubblicato su comune-info.net
Una decina tra attivisti, fotografi e video maker italiani della “Campagna Solidarietà con le Comunità Ixiles”, aderente alla Rete StopEnel, a febbraio hanno trascorso due settimane in Guatemala per monitorare le conseguenze di alcuni progetti dell’Enel, tra cui la diga di Palo Viejo, nel cuore del territorio abitato dalla popolazione dei Maya Ixiles.
Alla Merkel piace il fracking dello shale gas, ma i Verdi non ci stanno
Fonte: Greenreport.it
La cancelliera tedesca Angela Merkel sembra aver ceduto, nonostante qualche concessione per evitare un impatto ambientale troppo pesante, alle pressioni della lobby energetica tedesca - già infuriata per l'uscita dal nucleare - e ha dato di fatto il via libera al fracking, la contestatissima fratturazione idraulica dello shale gas, in terra tedesca.
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Le sabbie bituminose sono la nuova frontiera dell'estrazione. Ma dal Canada al Congo i costi per il territorio, la salute e la sopravvivenza delle comunità impattate sono elevatissimi.
La risorsa energetica più inquinante del pianeta è anche quella più utilizzata. E le imprese italiane stanno progettando nuovi impianti a ridosso dei nostri confini. 

